Bunker Principale di Is Mortorius - Batteria Carlo Faldi
- 1 gen 2017
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IL SITO MILITARE La batteria antinave “Carlo Faldi” era dotata di alcuni bunker e batterie antinave e antiaeree, scavate nella roccia e rivestite in cemento armato e pietre granitiche rinvenute nella zona. La cittadella militare si estendeva su un’area di circa 7 ettari ed è stata edificata al di sopra dei una serie di case e magazzini utilizzati anticamente come tonnara. Il Demanio acquistò il terreno nel 1936 con l'obbiettivo di allestire l’ultima postazione antinave del Golfo di Cagliari in ordine cronologico. Gli obbiettivi erano di realizzare un deposito munizioni scavato nella roccia e creare un "fronte a mare" difensivo sia antisbarco che antiaereo. Fù ultimata nel 1939 e vi prese servizio la 4° Legione MILMART ( Milizia Artiglieria Marittima ) composta da oltre 100 militari di cui 5 ufficiali, 16 sottoufficiali e 82 soldati semplici. ARMAMENTI Era armata con 4 pezzi da 152/50 Armstrong mod. 1918 scudati ( cannoni antinave calibro 152,4 mm ), da un pezzo illuminate da 120/40 A. e da 4 mitragliere antiaeree. Il telemetro ( un sofisticato cannocchiale per il puntamento ) era un Goerz da 4 metri. Il deposito munizioni, interamente scavato nella roccia, era fornito di 2000 colpi. Ciascun pezzo d'artiglieria disponeva di almeno 6 colpi di pronto impiego, sistemati all'interno di fori nei massi di granito che facevano parte del parapetto della piazzola. Nel 1943 fu aggiunto alla batteria un proiettore S. Giorgio da 120/240 ( mobile e trainabile, utilizzato in precedenza nella vicina batteria contraerea di Capitana ) completo di colonnina di punteria ( sistema di puntamento ottico - meccanico ) ed aerofono modello Galileo ( per amplificare i suoni d eventuali aerei in avvicinamento ). I cannoni antinave vennero utilizzati un'unica volta nell’aprile 1943, quando spararono contro il sommergibile inglese “Safari”. Le mitragliere antiaeree spararono nell’agosto del 1943 contro i bombardieri americani P38. Durante la guerra esistevano diversi appostamenti per mitragliatrice nell’area nord-est della batteria. Il Nuraghe Diana, situato 100 metri al di sopra la batteria, ospitava una ben mimetizzata postazione osservatorio, in collegamento visivo e telefonico con la batteria “Faldi”.Esisteva un'altra postazione telemetrica, un osservatorio e un'altra torre a Capitana, di cui non abbiamo più notizia. COSA RIMANE OGGI Nel litorale tra Capitana e Is Mortorius possiamo osservare ancora oggi due piccoli fortini difensivi, la postazione telemetrica ( il forte principale ), lepiazzole di tiro della antiaerea, i ricoveri per i pezzi di artiglieria ( fessure a forma di bossolo nelle rocce granitiche ), 4 gallerie sotterranee ( depositi munizioni ), oltre ai ruderi di alloggi ed edifici di servizio, la garitta di guardia e i vari posti di osservazione. Gli edifici della zona sono il risultato della sovrapposizione di edifici precedenti ( ex tonnara ) inglobati e rinforzati con materiale rinvenuto in zona e di fortuna e riutilizzati come alloggio e deposito dai militari. Il terrapieno su cui sorgono i fabbricati nel litorale orientale mostra evidenti segni di cedimento, causati sia dall'abbandono che dalle mareggiate. Il fortino, prima della recente messa in sicurezza, evidenziava un crollo parziale del solaio realizzato con cemento e massi e la distruzione della postazione di tiro situata sulla sommità. DOPO LA GUERRA Dopo la guerra gli alloggiamenti ed i servizi della batteria della "ex tonnara" furono utilizzati come colonia marina. Per un utilizzo più agevole furono realizzati anche qui, come al Poetto, le famose strutture balneari del tipo a “casotti”, come localmente denominati. Furono cementate anche parti del litorale occidentale della penisola di Is Mortorius.
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